Per comprendere come vivono le persone affette da una malattia da cui non guariranno mai, ANMAR ha presentato stamani i risultati della prima ricerca italiana su “L’impatto delle Spondiloartiti sulla qualità della vita: il vissuto dei pazienti”, realizzata per la prima volta in Italia. La ricerca, in collaborazione con Doxa – Pharma, su un campione di 770 persone colpite da queste patologie, in 18 regioni italiane, ha indagato la vita quotidiana, di relazione, l’impatto sul lavoro e sulla carriera delle persone.

“Questi dati – commenta Giovanni Minisola, Past President della Società Italiana di Reumatologia (SIR) e – Direttore della Divisione di Reumatologia, dell’Ospedale di Alta Specializzazione “San Camillo” di Roma – pongono l’attenzione su un problema fondamentale in Reumatologia: la difficoltà ad attuare una diagnosi precoce per carenza o mancanza della rete assistenziale reumatologica sul territorio italiano. Diagnosi precoce la cui importanza è sottolineata da un dato drammatico: se si considerano le patologie reumatiche a più alto potenziale invalidante, nel 10% dei casi si registra uno stato di invalidità lavorativa totale e permanente dopo solo due anni dall’insorgenza, nel 30%, dopo cinque anni e nel 50%, dopo dieci anni. Le ricadute negative quanto a perdita di capacità lavorativa e ridotta produttività dei soggetti colpiti rappresentano un problema socio-economico che in questo momento critico per il nostro Paese non possono e non devono essere trascurate o sottovalutate dalle Istituzioni”.